Il 7 dicembre a Milano non è un giorno come gli altri. È la festa del patrono, e la città si comporta di conseguenza: molti uffici restano chiusi, il centro si riempie, il teatro inaugura la stagione e attorno al Castello si accendono le luci di una fiera che va avanti da secoli.
Se il vostro soggiorno cade in questi giorni conviene saperlo in anticipo. È uno dei momenti in cui Milano è più se stessa, ma anche uno dei più affollati dell'anno.
Chi era Ambrogio e perché proprio il 7 dicembre
Ambrogio nacque a Treviri attorno al 339, in una famiglia dell'amministrazione imperiale, e arrivò a Milano come governatore della provincia. In una città attraversata da forti tensioni fra cattolici e ariani intervenne per riportare l'ordine, e il popolo lo acclamò vescovo benché non fosse ancora battezzato. Nel giro di una sola settimana ricevette il battesimo e poi l'ordinazione episcopale: era il 7 dicembre del 374.
Restò vescovo per ventitré anni, fino alla morte nel 397. La sua impronta sulla città è tale che Milano celebra ancora oggi la liturgia secondo un rito proprio, il rito ambrosiano, e che la data della sua ordinazione è rimasta la festa cittadina per eccellenza.
La basilica di Sant'Ambrogio
La chiesa che porta il suo nome fu costruita per sua volontà fra il 379 e il 386, in un'area dove erano sepolti molti martiri delle persecuzioni romane: da qui il nome originario di Basilica Martyrum. Ambrogio vi fece trasferire i corpi dei martiri Gervasio e Protasio e scelse quella chiesa come luogo della propria sepoltura.
L'edificio che vedete oggi è però soprattutto medievale: ricostruito in forme romaniche, è considerato uno dei modelli del romanico lombardo. Si entra passando dall'atrio porticato, severo all'esterno e articolato all'interno, e dentro si conservano il ciborio e l'Altare d'Oro, uno dei capolavori dell'oreficeria altomedievale. Anche lontano dai giorni di festa merita la visita, e si raggiunge dalla stessa linea verde della metropolitana che serve la zona di Porta Garibaldi.
La fiera degli Oh Bej! Oh Bej!
Ogni anno, attorno al 7 dicembre, si tiene la fiera più antica e più amata della città. Le origini si fanno risalire al Duecento, ma il nome, che in milanese significa semplicemente "oh belli! oh belli!", viene da un episodio del 1510: l'inviato pontificio Giannetto Castiglione entrò in città proprio il giorno di Sant'Ambrogio e, temendo un'accoglienza fredda, distribuì dolci e giocattoli ai bambini lungo il percorso. Le loro grida di entusiasmo diedero il nome alla festa.
La manifestazione ha cambiato sede più volte: si tenne a lungo in piazza Mercanti, nell'Ottocento si spostò attorno alla basilica di Sant'Ambrogio e in tempi più recenti è stata ricollocata nell'area del Castello Sforzesco, dove si svolge oggi per alcuni giorni consecutivi. Fra i banchi trovate soprattutto questo:
- dolci della tradizione, torrone, caldarroste e bevande calde;
- artigianato, ceramiche, oggetti in legno e in vetro;
- antiquariato minore, stampe, libri usati e modernariato;
- decorazioni natalizie, che qui aprono di fatto la stagione delle feste.
Date, orari e perimetro dell'area cambiano da un'edizione all'altra: prima di andarci date un'occhiata ai canali ufficiali del Comune, che pubblicano il programma aggiornato.
Come organizzare la giornata
Il 7 dicembre funziona bene se lo costruite in due tempi. Al mattino la basilica, che resta il luogo più raccolto di tutta la giornata; nel pomeriggio la fiera, quando le luci si accendono e l'odore delle caldarroste arriva molto prima delle bancarelle. Fra i due, una pausa vera: il centro è pieno e camminare costa più fatica del solito.
Vestitevi per stare fuori a lungo. A dicembre, a Milano, l'umidità si fa sentire più della temperatura, e la fiera si vive tutta all'aperto, spesso fermi fra un banco e l'altro. Scarpe comode, guanti e la possibilità di rientrare a cambiarsi valgono più di qualsiasi itinerario dettagliato.
Visitare Milano nei giorni di Sant'Ambrogio significa camminare molto e rientrare con il freddo addosso, ed è proprio allora che avere una casa invece di una stanza fa la differenza. Gli appartamenti di White House in isola district sono indipendenti e si trovano fra Isola, Porta Nuova, Garibaldi e la zona Jenner, vicino alla stazione di Milano Porta Garibaldi: potete rientrare quando volete, il self check-in è disponibile dalle 15:00 e il vostro cane è il benvenuto senza supplementi. Tenete presente che non c'è parcheggio privato, ma in quei giorni l'auto è comunque la scelta peggiore.
Dormire a Milano tra Isola, Porta Nuova e Garibaldi
White House in isola district gestisce quattro appartamenti indipendenti in città: cucina attrezzata, Wi-Fi, lavatrice, self check-in dalle 15:00 e animali ammessi gratuitamente.